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febbraio 25, 2014   No Comments

Terrorismo

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febbraio 17, 2014   No Comments

La fabbrica

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LA FABBRICA DELLA CURA MENTALE
Diario di uno psichiatra riluttante
Elèuthera, 2013

Incontro con l’autore, Piero Cipriano

Venerdì 17 gennaio 2014
Ore 18.30 circolo Pink | Via Scrimiari 7, Verona
A seguire: ore 20.30
Aperi-cena diagnostica con i Fornelli Ribelli

A distanza di decenni dall’approvazione della legge 180, che sanciva la fine del manicomio, Cipriano ci racconta cos’è oggi un Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura. Se il manicomio ricordava un campo di concentramento, l’attuale Spdc ricorda una fabbrica, dove lo psichiatra è il tecnico specializzato addetto alla catena di montaggio umana, e il malato la macchina biologica rotta da aggiustare non con la parola ma con il farmaco. Così, quei luoghi destinati ad accogliere la sofferenza mentale sono diventati le roccaforti di una rinata cultura manicomiale in cui ad apparire socialmente pericolosi sono spesso proprio coloro che avrebbero dovuto garantire la gestione umana ed efficace delle crisi psichiatriche.

Piero Cipriano (1968), medico psichiatra psicoterapeuta, di formazione cognitivista ed etnopsichiatrica, ha lavorato in vari dipartimenti di Salute mentale d’Italia, dal Friuli alla Campania. Da qualche anno lavora in un Spdc di Roma.

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E’ un’iniziativa targata Biblioteca G. Domaschi – spazio culturale anarchico
con Studiare con Lentezza
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gennaio 13, 2014   No Comments

Code di lucertola

codedilucertola

Dopo il partecipato incontro di fine novembre,
un nuovo appuntamento per proseguire la discussione
sulla pratica psichiatrica.

MARTEDI’ 10 DICEMBRE
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Alle ore 18. 30
proiezione del documentario
CODE DI LUCERTOLA
di Valentina Giovanardi
(2008) Durata 50′
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A seguire ampio spazio per il confronto,
cena e serata conviviale. A breve maggiori informazioni.
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Il 13 maggio 1978 venne approvata la legge 180, chiamata anche legge Basaglia, che mise fine all’esistenza dei manicomi in Italia. E’ veramente scomparso il manicomio? Ancora oggi è possibile che un individuo venga strappato dalla propria quiete domestica e gettato a marcire, imbottito di farmaci, in qualche cantuccio di disperazione e avulso dalla realtà?

Code di lucertola è un viaggio. Un viaggio al termine di una notte maledettamente attuale, un viaggio che prende le mosse da questi interrogativi e si dispiega attraverso storie, volti, corpi martoriati e ingabbiati, luoghi, versi scaturiti da quel che grida e dissente in noi, visioni di un abisso radicato nel nostro essere ancora uomini.

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“Ho sentito parlare dei manicomi per la prima volta da ragazzina, quando mi raccontarono dell’internamento di mia nonna nel manicomio di Imola. Una dottoressa ebbe il coraggio di dire a mia madre e alla sua famiglia che era meglio portarla via il prima possibile. Sono grata a quella dottoressa. Mia nonna non ha mai raccontato nulla e si è sempre tenuta stretta al suo dolore, nessuno ha mai parlato con lei, nessuno gli ha mai chiesto perché era infelice.

Nel 2005, casualmente o inconsciamente calamitata, sono entrata anch’io nel manicomio di Imola ormai
completamente abbandonato. Dentro il reparto 14, il reparto femminile più spaventoso e pericoloso, è cominciato il viaggio che mi ha portato, dopo tre anni, a Code di lucertola. Questo documentario è un po’ l’essenza di ciò che in questo viaggio ho trovato”.

Valentina Giovanardi

dicembre 5, 2013   No Comments