Due pesi, due misure.
Egregio sig. Sindaco Flavio Tosi
verona
Giovedì 17 Dicembre, da mezzodì nel chiostro S.Francesco.
Improvvisato festino anti-natalizio: baratto scacciacrisi, mercatino con frutta e verdura di stagione a km Ø, bella musica, buon cibo e diverse qualità di bevande. Vieni a scambiare il tuo pelapatate con un libro di poesie, il tuo motorino nuovo con un fermaglio per capelli, la tua tesi con uno snack alla nocciola. Vieni a fare due chiacchere sulla riforma universitaria. Portati e condividiti!
Collettivo facoltà umanistiche

Mercoledì 09 Dicembre, a partire dalle 11.50 in aula T3. Sono invitati ad intervenire studenti/esse, matricole e laureande/i,
ricercatrici/ori, dottorande/i, docenti, personale tecnico-amministrativo.
- Lettura ed analisi del Disegno di Legge Gelmini
- Valutazione delle ricadute sull'Ateneo di Verona
In vista della mobilitazione nazionale dell'11 Dicembre, proponiamo inoltre un momento di discussione, dibattito e confronto per costruire insieme, anche nella nostra città, concrete forme di ooposizione dal tentativo di smantellamento della pubblica istruzione di questo paese.
scarica il volantino in formato pdf
collettivo facoltà umanistiche
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Novità dal Senato Accademico.
Car* studentell*, stamattina, martedì 24 Novembre, si è tenuto il Senato Accademico che ha approvato il Bilancio Preventivo 2010 dell'Università di Verona. In
breve: è stato il primo momento "ufficiale" in cui ci si è trovati a
fare i conti con i famosi tagli di Gelmini/Tremonti per cui abbiamo
protestato tutto l'anno scorso.
Ricorderete infatti che i contestatissimi
decreti 112/08 e 180/08 (poi trasformati in Leggi 133/08 e 1/09) denominati (a sproposito!) "Leggi di riforma del sistema universitario" non
hanno avuto effetti sull'erogazione, da parte dello stato, del Fondo di
Finanziamento Ordinario per l'anno scorso (2008-2009) però ne
avranno (e pesantissime!) sul prossimo (2009-2010).
Ne salta così fuori (e questi numeri, stavolta, sono veri, non supposizioni astratte!) che
l'FFO Nazionale passerà dagli attuali 7,5 miliardi di euri del 2009
(quelli che lo Stato ha messo a disposizione un anno fa) a poco più di
7 miliardi nel 2010 e a poco più di 6 miliardi nel 2011
per una riduzione complessiva del 18% circa.
Tutto questo
nonostante
per il trienno 2008/2010 fossero stati previsti dal governo Prodi 1,65
miliardi di euri in più a favore dell'FFO Nazionale divisi in tre
tranche: 550 milioni nel 2008, 550 nel 2009 e 550 nel 2010. In buona
sostanza il taglio si "mangia" questi 550 milioni che erano previsti
per il 2010 e molto altro ancora.
Per quanto sul sito web dell'Università di Verona non fosse stato pubblicato alcun comunicato e avviso, lunedì 16 novembre 2009, alle ore 17,30 nell'Aula Magna del Polo Zanotto, si è tenuta una conferenza dal titolo “Italia, rissa continua. Come se ne esce?”, incontro affidato alle voci di Vittorio Feltri, direttore de “Il Giornale”, Flavio Tosi, sindaco della Città di Verona e moderato da Stefano Lorenzetto. Organizzata dalla Associazione Imprenditori e Professionisti Veronesi (Ass.Im.P.) e patrocinata oltre che da Calzedonia dalla stessa Università, l'iniziativa è stata inspiegabilmente tenuta nell'ombra fino all'ultimo momento agli studenti e alle studentesse. L'Aula Magna è infatti gremita di signorotti in giacca e cravatta accompagnati dalle loro signore ingioiellate. Qua e là qualche studente, un po' meno elegante.
L'incontro si apre con gli interventi del presidente dell'associazione organizzatrice, Galbusera e del Magnifico Rettore Mazzucco che dopo essersi vicendevolmente ringraziati colgono l'occasione per elogiare il disastroso disegno di legge del ministro Gelmini ed una riforma che, ci dicono, farà finalmente dell'Italia un "Paese normale". Questa è solo la prima delle diverse occasioni in cui, durante la serata, verrà fatto riferimento ad una non ben definita idea di normalità. Si evince infatti fin dai primissimi interventi dei due ospiti che se l'Italia è perennemente in rissa, come il titolo della conferenza suggerisce, è perché la situazione, evidentemente, è anomala. In cosa consista l'anomalia lo chiarisce subito Feltri: l'antiberlusconismo.
(Continua)
Riforma Gelmini, ovvero come regalare l’università pubblica ai privati.
Analisi del ddl a cura dei Collettivi della Sapienza
Ci siamo, l’università pubblica italiana quest’anno riceve il colpo di grazia!
Il ddl Gelmini è stato approvato in Consiglio dei Ministri e a breve intraprenderà il suo iter parlamentare. L’attacco questa volta è devastante, in nome di una falsa idea di merito si smantella definitivamente l’università pubblica.
Mai come con questo disegno di legge vediamo regalare l’università ai privati: nasce l’università azienda. Il Senato Accademico viene svilito delle sue funzioni e poteri, assumendo un ruolo puramente formale e divenendo completamente assoggettato al volere del Consiglio di Amministrazione, come in ogni buona azienda che si rispetti. Il nuovo consiglio di amministrazione, invece, assume il ruolo di indirizzo strategico dell’ateneo, potendo decidere sulla introduzione e soppressione di corsi di studio e sedi, oltre a svolgere i suoi soliti incarichi, giudicando tutto in funzione di quello che è il suo unico obiettivo: far quadrare i conti nelle casse dell’ateneo. Al tempo stesso il Consiglio di Amministrazione sarà composto per almeno il quaranta per cento da persone “non appartenenti ai ruoli dell’ateneo”, in altri termini da privati. Si consente dunque ai privati di entrare nella cabina di regia dell’università riformata ed impossessarsi così della Fabbrica di Precari.
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