Collettivo studentesco delle facoltà umanistiche dell'università di Verona

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Amen.

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Antefatto
In seguito allo sgombero di Spazio Zero (1), luogo in cui studenti e studentesse per oltre un anno e mezzo hanno potuto organizzare in piena autonomia incontri e attività autogestite, ritrovandoci immobilizzati da una burocrazia che di fatto impedisce allo studente qualsiasi iniziativa all’interno degli spazi universitari se non previa autorizzazione da parte del rettore con 40 giorni di anticipo, abbiamo deciso, come collettivo, di tenere alcuni incontri aperti nell’atrio inutilizzato davanti l’aula T3 del Polo Zanotto.

L’evento
Dopo una prima partecipata proiezione in occasione del 9 maggio, anniversario della morte di Peppino Impastato (2), era in programma per oggi, 16 maggio, un evento dal titolo “La sola chiesa che illumina è quella che brucia” (citazione di Pëtr Alekseevič Kropotkin, filosofo e teorico anarchico russo), organizzato con l’intento di aprire all’interno dell’Università un percorso di critica radicale al pensiero religioso e alle istituzioni che, arrogandosi il diritto di esserne depositarie e rappresentanti, ne impongono i dogmi all’intera società (3).

Questo il testo dell’iniziativa:
“A seguito della recente “Marcia per la vita” di Roma,medievale adunata clerico fascista contro il diritto all’interruzione di gravidanza, la libertà e l’autodeterminazione femminile. Per rispondere alla conferenza omofobica che la parrocchia di Monteforte d’Alpone, in provincia di Verona, ha in programma per la sera stessa con la commovente testimonianza di “guarigione” e conversione di un omosessuale miracolato a Medjugorjie. Per rinfrescare la memoria sulle pesanti responsabilità di un’istituzione autoritaria, mafiosa, oppressiva, repressiva che, da sempre impastata con il potere politico ed economico locali, allunga i suoi tentacoli anche nella nostra Università.Per una società emancipata dai fanatismi e dai dogmi religiosi.”

Per l’occasione era previsto l’allestimento di banchetti informativi e la proiezione di “Jesus Camp”, documentario del 2006 diretto da Rachel Grady e Heidi Ewing ed incentrato su un campo estivo pentecostale per bambini. Il documentario porta alla luce alcuni inquietanti tratti della fede nella comunità evangelica, movimento interno al Protestantesimo cui appartengono circa 800 milioni di fedeli (4).La santa inquisizione
L’evento, che da subito è stato accolto con molto interesse da parte di studentesse e studenti, non è però piaciuto al rettore, Alessandro Mazzucco, e al direttore amministrativo Antonio Salvini, già noti per la vergognosa condotta tenuta durante l’attacco squadrista avvenuto in università il 12 febbraio scorso, incursione che interruppe l’incontro aperto la storica Alessandra Kersevan sulle foibe (5).Ad accoglierci sul posto, infatti, oltre lo stesso Salvini, il direttore dell’economato Luciano Rebonato e diversi agenti della digos che da subito ci intimano di desistere dall’avviare l’iniziativa, minacciando la possibilità di uno sgombero (!?).
I crociati
Anche in questa occasione, ad accompagnare l’azione repressiva istituzionale, nella totale indifferenza della polizia, una decina di militanti fascisti di Lotta Studentesca (organizzazione studentesca di Forza Nuova) e Casa Pound, alcuni dei quali arrivati in Università già dal mattino per strappare i volantini dell’iniziativa e tenere sotto controllo la situazione. Chiaramente identificabili diversi protagonisti dell’aggressione del 12 febbraio e della scorribanda nel quartiere universitario avvenuta a fine marzo (6).
Da segnalare l’imbarazzante teatrino machista dei giovani chierichetti di Forza Nuova, secondo i quali avremmo dovuto vergognarci per aver organizzato un’iniziativa blasfema, accusandoci, tra un insulto e una minaccia, di “vilipendio alla religione” (sic!). Arrivati con l’intento di “spazzarci via”, si ritrovano infine a volantinare contro l’omosessualità, l’aborto e in difesa della famiglia “Tradizionale” all’ingresso del Polo Zanotto (7).
“In difesa della religione Cristiana, che ha forgiato la nostra Nazione con il sangue dei suoi Martiri e l’esempio dei suoi Santi”. “Perchè l’Università torni ad essere luogo di studio, centro di sapere, e si riappropri della sua funzione educativa ormai ceduta a gruppetti di anarcocomunisti e omosessuali”
Peccato solo per l’assenza di Romeo e Giulietta (8). Sai che emozione ritrovarseli davanti?
Per proteggere e servire
Dopo qualche minuto ci siamo ritrovati ad assistere al deciso intervento del dirigente locale della digos, Iaccarino, che se da un lato ordina l’allontanamento della provocazione squadrista, dall’altro chiede l’identificazione di tutti i presenti minacciando denunce e l’intervento del reparto celere nel caso studentesse e studenti decidessero di dare comunque luogo alla proiezione. Ebbene sì: la digos, in università su richiesta del rettore, minaccia l’uso della forza per impedire la proiezione di un documentario e ordina a studenti e studentesse di allontanarsi dagli spazi della loro Università.
Polizia dei corpi e polizia del pensiero.
Questo è il clima che si respira all’Università di Verona, dove la censura, istituzionale e squadrista, soffoca la libertà di espressione e l’iniziativa studentesca, dove si impedisce a studenti e studentesse di sostare nei loro luoghi di studio, mentre è lasciata piena agibilità ai picchiatori.
Tristi censori, squadristi del pensiero, chierichetti dell’autorità, per quanto vi impegnate per impedircelo, continueremo a portare avanti i nostri percorsi, le nostre pratiche, le nostre lotte, libere e liberi. Fuori dal vostro controllo, fuori dal vostro ordine.
A presto.
Studentesse e studenti subumani, anarcocomunisti e omosessuali :)
Studiare Con Lentezza
(1)
Genealogia di uno sgombero
(2)

“Lunga è la notte”

(3)

(7)
Il volantino
(8)
Noi Romeo e Giulietta, voi Sodoma e Gomorra.
http://youtu.be/94FimKh0NIM

 

maggio 17, 2013   No Comments

L’unica chiesa

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maggio 17, 2013   No Comments

Nicola è ognuno/a di noi

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Verona, 1 maggio 2013

Ieri sera, insieme a tanti altri e tante altre, siamo stati a Porta Leoni per ricordare Nicola Tommasoli, morto il 5 maggio 2008 in seguito all’aggressione di un gruppo di fascisti in pieno centro storico. Uno dei tanti, troppi episodi di violenza squadrista che hanno segnato la nostra città. Violenza che anche in quell’occasione si è voluto ipocritamente rileggere come espressione di un generico disagio sociale, di un non precisato malessere giovanile, andando a scomodare sociologi e psicologi, trascurando, per un evidente interesse politico, quale sia la cultura nella quale maturano e si riproducono determinate pratiche nella società.

La cultura autoritaria, della sopraffazione. La cultura identitaria, dell’intolleranza, dell’esclusione, del razzismo, dell’odio per tutto ciò che rappresenta una differenza. In poche parole, la cultura filofascista che permea nel profondo il tessuto sociale e le istituzioni veronesi a tutti i livelli.

Ancora una volta, si è girato lo sguardo altrove per evitare un’impegnativa, scomoda riflessione sulla qualità delle relazioni su cui si regge la nostra società, sui linguaggi dei politicanti locali e sui loro plebiscitari successi elettorali, sui reali interessi, in primo luogo economici, che si celano dietro gli affabulatori e i capopopolo, sull’indifferenza che garantisce piena agibilità al folclorismo di gruppi nostalgici, alla propaganda di movimenti dichiaratamente razzisti e sessisti, allo squadrismo.

Squadrismo come quello che studenti e cittadini hanno subito il 12 febbraio in Università (1), in occasione dell’incontro sulle foibe organizzato dal collettivo Studiare con Lentezza e dal gruppo Pagina/13, quando una trentina di militanti di Casa Pound e Forza Nuova hanno fatto irruzione bardati all’interno degli spazi universitari aggredendo una libera iniziativa di studenti e studentesse semplicemente perchè non allineata alla narrazione mitologica filofascista di quegli eventi. Ricordiamo il vergognoso complice silenzio istituzionale che ha accompagnato e seguito l’episodio (2).

Squadrismo come quello che la notte del 21 marzo ha portato il panico nel quartiere Veronetta in occasione della “goliardica” scorribanda del consigliere di terza circoscrizione Marcello Ruffo, fresco di laurea e della sua banda di camerati ubriachi. Minacce con coltello ad un barista, insulti e intimidazioni ai passanti, cori fascisti nelle strade, provocazioni e bottigliate in testa all’interno di un’osteria sotto gli occhi di decide di testimoni (3).

Anche in questo caso nessuna conseguenza per i protagonisti delle violenze. Il sindaco invita il consigliere ad essere uomo e a scusarsi per la marachella, per il resto silenzio, se non addirittura attestati di solidarietà, come quello da parte del consigliere Vittorio Di Dio: “Marcello stai tarnquillo, non saranno certo dei poveri mentecatti come i compagni “lenti” o altre zecche del genere a rovinarti la festa di laurea. Auguri!” (4).

Lo stesso Vittorio Di Dio, da tempo riferimento istituzionale per i fascisti di Casa Pound, il 24 aprile si è fatto garante per un’iniziativa del movimento tenutasi addirittura in una sala dell’Ater, l’Agenzia Territoriale per l’Edilizia Residenziale, in cui il camerata Luigi Di Stefano, militante della suddetta organizzazione, ha presentato la sua perizia farlocca sul caso dei due Marò arrestati in India chiedendone la liberazione (5).

12 febbraio, incursione squadrista in Università.
21 marzo, scorribanda fascista nel quartiere Veronetta.

Due episodi che ancora una volta si è tentato di attribuire alle tensioni tra opposti estremismi, rispolverando la retorica dello scontro tra fazioni puntualmente propinata dai giornali e purtroppo piuttosto diffusa alla pari di un vergognoso qualunquismo dietro il quale vi è soltanto superficialità o, peggio ancora, quell’indifferenza complice che non consente alcuna possibilità di riscatto a questa città.

Non importa.
Siamo qui e continuiamo a fare la cosa giusta:
non dimentichiamo e non perdoniamo.

Apertamente antifascite e antifascisti.
studiareconlentezza.noblogs.org

(1)
Video dell’incursione. Nelle informazioni il resoconto completo dei fatti.
http://youtu.be/jNfIXEKxhH8

Comunicato Assemblea 13 febbraio sull’aggressione fascista all’università di Verona
https://www.facebook.com/notes/studiare-con-lentezza/comunicato-assemblea-13-febbraio-sullaggressione-fascista-alluniversit%C3%A0-di-veron/483080551749912

(2)
A disposizione
https://www.facebook.com/notes/studiare-con-lentezza/a-disposizione/499743870083580

(3)
Aggressione fascista in Veronetta
https://www.facebook.com/notes/studiare-con-lentezza/aggressione-fascista-in-centro-a-verona/499059183485382

Nel dubbio mena
https://www.facebook.com/notes/studiare-con-lentezza/nel-dubbio-mena/501593583231942

(4)
Schermate riprese dal profilo facebook pubblico di Vittorio Di Dio
https://www.facebook.com/photo.php?fbid=618057684887572&set=a.617706394922701.1073741827.100000500373272&type=3&theater

https://www.facebook.com/photo.php?fbid=618052351554772&set=a.617706394922701.1073741827.100000500373272&type=3&theater

(5)
La sai l’ultima?
https://www.facebook.com/photo.php?fbid=633341796692494&set=a.617706394922701.1073741827.100000500373272&type=3&theater

maggio 3, 2013   No Comments

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Il cattivo tedesco e il bravo italiano
La rimozione delle colpe della seconda guerra mondiale
Seminario con l’autore: Filippo Focardi
Introduce: Federico Melotto

Sono sempre più numerose le pubblicazioni che metteno in risalto il ruolo del regime fascista come occupante in territori stranieri. Tuttavia persistono nel dibattito pubblico numerosi luoghi comuni. Il fascismo come fenomeno edulcolorato, mai vera dittatura; il bravo italiano come soldato che aiuta le popolazioni dei territori che occupa; al contrario il cattivo Tedesco come barbaro teutonico vero repressore e infimo alleato.

Se ormai le storiografia ha portato i suoi risultati, smentendo da diversi anni questi numerosi stereotipi, non erano fino ad oggi state ricostruite in modo organico le modalità che hanno portato in Italia alla fabbricazione di quest’ultimi. Ne parliamo con Filippo Focardi che analizzando fonti diverse, dalla memorialistica ai quotidiani alla cinematografia, ricostruisce pezzo per pezzo le ragioni e le caratteristiche di questa ‘narrazione egemonica’.

Siete tutte e tutti invitati:
Martedì 30 aprile, ore 16.30
Aula seminari, stanza 3.06, terzo piano del Polo Zanotto


Filippo Focardi è ricercatore di Storia contemporanea presso il DIpartimento di Scienze politiche, giuridiche e studi internazionali dell’Università di Padova. Tra le sue pubblicazioni ricordiamo: “La guerra della memoria. La Resistenza nel dibattito politico italiano dal 1945 a oggi”, Roma-Bari, Laterza, 2005.

Organizzano:
Dipartimento TeSIS
Studiare Con Lentezza
Parentesi Storiche

In collaborazione con:
Istituto veronese per la Storia della Resistenza
e dell’età contemporanea

aprile 25, 2013   No Comments

Fuori dal controllo

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Dopo diversi tentativi, il direttore amministrativo Antonio Salvini, ignorando il giudizio positivo espresso dal Consiglio degli Studenti e le centinaia di firme raccolte a sostegno dell’esperienza di autogestione, ha imposto una vera e propria rappresaglia nei confronti di uno spazio a cui è attribuita la grave responsabilità di aver ospitato, tra gli altri, gli studenti e le studentesse che lo scorso 12 febbraio hanno organizzato una libera iniziativa di approfondimento storico, ritenuta non opportuna e scomoda dal potere politico filofascista locale. Iniziativa interrotta da un’incursione squadrista in merito alla quale né Salvini, né il Rettore Mazzucco hanno mai espresso una parola di condanna.

Completamente svuotata e chiusa, l’aula autogestita è tornata ad essere uno spazio anonimo, inutilizzato, privo di vita, privo di relazioni. Ecco come qualcuno ci vorrebbe. Grigi. Silenziosi. Spenti. A disposizione dell’autorità. In balia dei loro giochi di potere.

Ci avranno liberi e libere. Fuori dal controllo.

Non restare a guardare. Informati. Partecipa. Organizzati. Agisci. Lotta.
Studentesse e studenti per l’autogestione

aprile 4, 2013   No Comments

Guarda

 

Febbraio 2013. Università di Verona.
In prossimità del Giorno del Ricordo, il collettivo studentesco Studiare Con Lentezza, in collaborazione con il gruppo Pagina/13, organizza un incontro aperto con la storica Alessandra Kersevan per contestualizzare e approfondire le vicende relative alle foibe e più in generale al confine orientale durante ed in seguito all’occupazione fascista. Gli organizzatori, seguendo alla lettera il corretto iter burocratico necessario, ottengono con largo anticipo la sottoscrizione all’iniziativa dal docente di storia contemporanea Emilio Franzina e la concessione dell’aula 1.5 da parte del Direttore del dipartimento Tesis Gian Paolo Romagnani…

Continua qui.

 

aprile 3, 2013   No Comments

Nel dubbio mena

Nelle ultime ore, a contribuire alla ricostruzione e alla comprensione dei fatti relativi all’incursione squadrista di giovedì 21 marzo nel quartiere Veronetta, è venuta alla luce una nuova importante testimonianza. Un episodio risoltosi per fortuna senza gravi conseguenze ma che aiuta a chiarire quali fossero le intenzioni dell’allegra brigata di fascisti al seguito del consigliere di III circoscrizione Marcello Ruffo.

Sono le 23.30. La squadraccia è da poco stata allontanata dal circolo Malacarne, dove si era presentata qualche minuto prima, coltello alla mano, intonando cori fascisti e rivolgendo pesanti minacce al barista. Usciti dal locale si incamminano per San Vitale, si fermano all’incrocio con via XX Settembre. Ignaro di quanto stesse succedendo, un giovane studente al primo anno di filosofia sta percorrendo la stessa via per raggiungere alcuni amici in via Scrimiari. Sulla strada si ritrova ad incrociare il gruppo di fascisti ubriachi. Avanzano cantando “Me ne frego”. Capisce immediatamente che qualcosa non va. Prosegue rapidamente senza alzare lo sguardo per lasciarsi alle spalle il pericolo.

Ma a qualcuno della banda non è piaciuto. Un ragazzo rasato con i capelli chiari lo raggiunge, gli chiede spiegazioni: “Cazzo hai da gaurdare?”. Lo insulta. Lo minaccia. Invita gli altri camerati ad unirsi per dargli una lezione. Lo studente continua dritto senza reagire. Il biondino insiste con le minacce ma non trova molto supporto nel resto del gruppo che si limita a godersi la scena qualche passo indietro. Alla fine desiste e si allontana. Poco dopo lo stesso gruppo entrerà all’Osteria ai Preti a fare quello che decine di ragazzi e ragazze hanno visto con i loro occhi.

Sono le stesse identiche dinamiche che purtroppo, in altre occasioni, hanno avuto come esito pestaggi ed accoltellamenti e che sui giornali vengono normalmente liquidate come “risse”. Sono le stesse dinamiche che, qualche anno fa, hanno lasciato esangue a terra Nicola Tommasoli, un ragazzo di 29 anni. Il motivo non conta, non serve. Non conta ciò che fai o puoi aver fatto, conta ciò che pensano tu sia.

Stesse dinamiche e stessi protagonisti: squallidi squadristi coperti da squallide istituzioni, picchiatori a cui è garantita piena agibilità in una città caratterizzata da una radicata cultura filofascista e da un diffuso qualunquismo dietro al quale si nasconde un mare di indifferenza.

Ora qualche sincero democratico balbetterà qualcosa “contro la violenza da qualsiasi parte provenga”. Come se non fosse violenza quella che viviamo tutti i giorni sulla nostra pelle grazie a politiche classiste, repressive, la tolleranza zero, il razzismo e il sessismo che in particolare nella nostra città trovano una formalizzazione legislativa all’interno del quadro democratico.

Non sono semplicemente violenti.
Sono fascisti. Squadristi con stretti legami istituzionali.
E vanno fermati.

Non essere loro complice.
Partecipa, intervieni, organizzati, agisci, lotta.
Insieme siamo dinamite.

Studentesse e studenti apertamente antifascisti.
Non ci avrete mai come volete voi.

marzo 30, 2013   No Comments

A disposizione

 

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In merito all’episodio di violenza squadrista con protagonisti militanti di Casa Pound e Blocco Studentesco che ha avuto luogo la sera del 21 marzo nel quartiere universitario di Verona, vogliamo denunciare le responsabilità di un rettore che, in seguito alla gravissimaincursione squadrista degli stessi soggetti all’interno dell’ateneo lo scorso 12 febbraio (1), non ha espresso alcuna parola di condanna.

Un complice, pesantissimo silenzio a cui sono seguiti provvedimenti ancora più vergognosi. Attraverso la richiesta di chiusura dello spazio studentesco autogestito del polo umanistico e l’annuncio di una commissione disciplinare interna (2), Mazzucco ha infatti implicitamente indicato come responsabili dell’accaduto le stesse vittime dell’aggressione, confermando allo stesso tempo agibilità politica ai fascisti e alle loro pratiche all’interno dell’università e del quartiere. Il risultato lo abbiamo avuto sotto gli occhi giovedì notte, davanti ai volti insanguinati dopo l’ennesimo episodio di squadrismo in città.

 A lui e a tutti quelli che, anche in quell’occasione, hanno girato lo sguardo dall’altra parte, il nostro più sincero disprezzo.

(1)
Incontro sulle foibe: squadrismo fascista a Verona
http://beforetheyfall.blogspot.it/2013/02/incontro-sulle-foibe-squadrismo.html

Comunicato dell’assemblea sull’aggressione:
http://studiareconlentezza.noblogs.org/post/2013/02/14/comunicato-sullaggressione-fascista/

(2)
Rappresaglia
https://www.facebook.com/notes/studiare-con-lentezza/rappresaglia/493044497420184

marzo 25, 2013   No Comments

Aggressione fascista in centro a Verona

Ancora un volta.
Ieri sera Giovedì 21 marzo è avvenuta l’ennesima aggressione di matrice fascista. Intorno alle ore 23.00, il bar Malacarne è stato vittima di un’aggressione di stampo squadrista: l’irruzione di una decina di persone, auto-identificatesi come militanti di estrema destra, che dopo aver mostrato un coltello a serramanico si sono dedicati alle provocazioni, con esclamazioni come “sieg heil” e saluti romani. Uno di loro, identificato come Marcello Ruffo (Consigliere della Lista Tosi in III Circoscrizione), ha cercato di passare dall’altra parte del bancone per aggredire il barista. Un episodio simile e con lo stesso protagonista si era già presentato un paio di anni fa. Le provocazioni sono cadute nel vuoto e solo per questo si è evitato il precipitare della situazione. Situazione che però non si è contenuta: nonostante le forze dell’ordine fossero state avvisate della presenza del gruppo di estrema destra per le vie del quartiere, la medesima formazione si è presentata meno di un’ora dopo all’Osteria Ai Preti. Il copione è stato il medesimo (braccia tese, cori sull’aria di “Faccetta Nera” e “sieg heil”). Alcuni dei militanti di destra hanno chiesto da bere al bancone, mentre sempre Marcello Ruffo (identificato da gran parte della clientela del locale, colmo di gente) molestava pesantemente con insulti, spintoni ed estraendo nuovamente il coltello, alcuni avventori presenti nel bar per una festa di laurea. Nel giro di pochi istanti la situazione, per poco evitata al Malacarne, è degenerata ed i militanti di estrema destra con parte degli avventori del locale sono venuti alle mani. Sono volate sedie e bottiglie, un militante di destra ha trascinato per i capelli una ragazza fuori dal bar, mentre gli altri hanno sfoderato le cinghie e cominciato a menare colpi a chiunque. Il gruppetto è stato poi spinto all’esterno dell’osteria, ed una volta fuori sono intervenute le forze di polizia. La situazione si è infine calmata intorno all’1.30, ma Marcello Ruffo ed altri squadristi sono riusciti a svignarsela per il vicolo dietro campanile San Tomaso.

L’ennesima volta. 
C’è un sistema di potere che con la sua rete politica protegge i picchiatori. Questi fascisti “del terzo millennio”, infatti, si muovono non solo nell’indifferenza della maggioranza silenziosa, ma anche, e questo è l’aspetto che più preoccupa, nella più totale impunità. Dall’omicidio Tommasoli del 2008, all’aggressione in Piazza delle Poste del 2009, dall’aggressione al bambino cingalese in via IV Novembre del 2011 all’assalto squadrista in Università lo scorso 12 febbraio c’è sempre un comune denominatore: l’estrema destra veronese, Forza Nuova, Lotta Studentesca, CasaPound e Blocco Studentesco. Contando sui numerosi appoggi istituzionali, Vittorio Di Dio della Lista Tosi su tutti, questi fascisti (di merda) si sentono liberi di muoversi a piacimento, picchiando, assaltando, insultando, infamando gli oppositori politici o chi semplicemente non la pensa come loro.

Nulla è cambiato.
L’obbiettivo è stato semplicemente adattato ai tempi.

APRIAMO SPAZI DI LIBERTÀ
CHIUDIAMO SPAZI AL FASCISMO

Antifascist*

beatlow

marzo 23, 2013   No Comments

Contro ogni forma di razzismo

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Una 1.6 in piena ha accolto un partecipato ed interessantissimo confronto aperto con Leonardo Piasere, docente di antropologia culturale, su una forma di razzismo diffusa e condivisa: l’antiziganismo.

Partendo dalle questioni poste dalle studentesse, dagli studenti, ma anche dalle diverse cittadine e dai diversi cittadini presenti, sono stati smontati i molti pregiudizi che la nostra società, la società dei “gagè”, ha costruito attorno ad una variegata minoranza il cui quotidiano ci parla di una visione della vita che, per alcuni aspetti libertari, può rivelarsi illuminante, sovversiva.



Siamo partiti dalla storia di sinti e rom, dalle origini alle prime migrazioni, fino ad arrivare ai rastrellamenti sotto fascismo e nazismo e alla recente fuga dai territori della ex Jugoslavia colpiti dalla guerra. Si è parlato della diffusione delle diverse etnie negli stati europei, della differente considerazione a seconda del contesto sociale e culturale in cui sono inserite, dei tentativi di ottenere una qualche rappresentanza politica. Sono stati considerati i diversi aspetti della difficile condizione dell’apolide, persona priva di alcun riconoscimento legale. Si è parlato della primaria importanza di un alloggio dignitoso, di rapporti di genere e sessualità, delle modalità di risoluzione dei conflitti interni alla comunità, di povertà, di nomadismo, di scuola, salute, lavoro.

Si è discusso delle politiche sicuritarie e razziste che hanno dato vita ai campi nomadi, della rieducazione forzata attraverso il lavoro di tribunali e assistenti sociali, dell’assimilazione. Si è parlato di filo spinato e telecamere, della paura di uscire dal campo ed andare incontro alla manifesta ostilità di molti e molte. Di bambini e bambine strappate alle famiglie, il più delle volte senza alcuna reale giustificazione. Si è parlato della situazione a Verona e delle vergognose campagne d’odio portate avanti da politici arrivisti che, nonostante la condanna in via definitiva per aver diffuso idee fondate sull’odio razziale, tutt’ora siedono in consiglio comunale.

Invitiamo chi desiderasse la registrazione audio dell’incontro a scrivere a: studiareconlentezza at gmail.com
A breve metteremo a disposizione una breve bibliografia con indicati alcuni testi attraverso cui approcciarsi alle principali tematiche affrontate.



Grazie a tutte e a tutti per aver partecipato. Alla prossima.
Contro ogni forma di razzismo.

Alerta!

 

marzo 12, 2013   No Comments