Random header image... Refresh for more!

Category — Università

Amen.

431845_645869582106382_854888529_n

Antefatto
In seguito allo sgombero di Spazio Zero (1), luogo in cui studenti e studentesse per oltre un anno e mezzo hanno potuto organizzare in piena autonomia incontri e attività autogestite, ritrovandoci immobilizzati da una burocrazia che di fatto impedisce allo studente qualsiasi iniziativa all’interno degli spazi universitari se non previa autorizzazione da parte del rettore con 40 giorni di anticipo, abbiamo deciso, come collettivo, di tenere alcuni incontri aperti nell’atrio inutilizzato davanti l’aula T3 del Polo Zanotto.

L’evento
Dopo una prima partecipata proiezione in occasione del 9 maggio, anniversario della morte di Peppino Impastato (2), era in programma per oggi, 16 maggio, un evento dal titolo “La sola chiesa che illumina è quella che brucia” (citazione di Pëtr Alekseevič Kropotkin, filosofo e teorico anarchico russo), organizzato con l’intento di aprire all’interno dell’Università un percorso di critica radicale al pensiero religioso e alle istituzioni che, arrogandosi il diritto di esserne depositarie e rappresentanti, ne impongono i dogmi all’intera società (3).

Questo il testo dell’iniziativa:
“A seguito della recente “Marcia per la vita” di Roma,medievale adunata clerico fascista contro il diritto all’interruzione di gravidanza, la libertà e l’autodeterminazione femminile. Per rispondere alla conferenza omofobica che la parrocchia di Monteforte d’Alpone, in provincia di Verona, ha in programma per la sera stessa con la commovente testimonianza di “guarigione” e conversione di un omosessuale miracolato a Medjugorjie. Per rinfrescare la memoria sulle pesanti responsabilità di un’istituzione autoritaria, mafiosa, oppressiva, repressiva che, da sempre impastata con il potere politico ed economico locali, allunga i suoi tentacoli anche nella nostra Università.Per una società emancipata dai fanatismi e dai dogmi religiosi.”

Per l’occasione era previsto l’allestimento di banchetti informativi e la proiezione di “Jesus Camp”, documentario del 2006 diretto da Rachel Grady e Heidi Ewing ed incentrato su un campo estivo pentecostale per bambini. Il documentario porta alla luce alcuni inquietanti tratti della fede nella comunità evangelica, movimento interno al Protestantesimo cui appartengono circa 800 milioni di fedeli (4).La santa inquisizione
L’evento, che da subito è stato accolto con molto interesse da parte di studentesse e studenti, non è però piaciuto al rettore, Alessandro Mazzucco, e al direttore amministrativo Antonio Salvini, già noti per la vergognosa condotta tenuta durante l’attacco squadrista avvenuto in università il 12 febbraio scorso, incursione che interruppe l’incontro aperto la storica Alessandra Kersevan sulle foibe (5).Ad accoglierci sul posto, infatti, oltre lo stesso Salvini, il direttore dell’economato Luciano Rebonato e diversi agenti della digos che da subito ci intimano di desistere dall’avviare l’iniziativa, minacciando la possibilità di uno sgombero (!?).
I crociati
Anche in questa occasione, ad accompagnare l’azione repressiva istituzionale, nella totale indifferenza della polizia, una decina di militanti fascisti di Lotta Studentesca (organizzazione studentesca di Forza Nuova) e Casa Pound, alcuni dei quali arrivati in Università già dal mattino per strappare i volantini dell’iniziativa e tenere sotto controllo la situazione. Chiaramente identificabili diversi protagonisti dell’aggressione del 12 febbraio e della scorribanda nel quartiere universitario avvenuta a fine marzo (6).
Da segnalare l’imbarazzante teatrino machista dei giovani chierichetti di Forza Nuova, secondo i quali avremmo dovuto vergognarci per aver organizzato un’iniziativa blasfema, accusandoci, tra un insulto e una minaccia, di “vilipendio alla religione” (sic!). Arrivati con l’intento di “spazzarci via”, si ritrovano infine a volantinare contro l’omosessualità, l’aborto e in difesa della famiglia “Tradizionale” all’ingresso del Polo Zanotto (7).
“In difesa della religione Cristiana, che ha forgiato la nostra Nazione con il sangue dei suoi Martiri e l’esempio dei suoi Santi”. “Perchè l’Università torni ad essere luogo di studio, centro di sapere, e si riappropri della sua funzione educativa ormai ceduta a gruppetti di anarcocomunisti e omosessuali”
Peccato solo per l’assenza di Romeo e Giulietta (8). Sai che emozione ritrovarseli davanti?
Per proteggere e servire
Dopo qualche minuto ci siamo ritrovati ad assistere al deciso intervento del dirigente locale della digos, Iaccarino, che se da un lato ordina l’allontanamento della provocazione squadrista, dall’altro chiede l’identificazione di tutti i presenti minacciando denunce e l’intervento del reparto celere nel caso studentesse e studenti decidessero di dare comunque luogo alla proiezione. Ebbene sì: la digos, in università su richiesta del rettore, minaccia l’uso della forza per impedire la proiezione di un documentario e ordina a studenti e studentesse di allontanarsi dagli spazi della loro Università.
Polizia dei corpi e polizia del pensiero.
Questo è il clima che si respira all’Università di Verona, dove la censura, istituzionale e squadrista, soffoca la libertà di espressione e l’iniziativa studentesca, dove si impedisce a studenti e studentesse di sostare nei loro luoghi di studio, mentre è lasciata piena agibilità ai picchiatori.
Tristi censori, squadristi del pensiero, chierichetti dell’autorità, per quanto vi impegnate per impedircelo, continueremo a portare avanti i nostri percorsi, le nostre pratiche, le nostre lotte, libere e liberi. Fuori dal vostro controllo, fuori dal vostro ordine.
A presto.
Studentesse e studenti subumani, anarcocomunisti e omosessuali 🙂
Studiare Con Lentezza
(1)
Genealogia di uno sgombero
(2)

“Lunga è la notte”

(3)

(7)
Il volantino
(8)
Noi Romeo e Giulietta, voi Sodoma e Gomorra.
http://youtu.be/94FimKh0NIM

 

Maggio 17, 2013   Commenti disabilitati su Amen.

L’unica chiesa

chiesa

Maggio 17, 2013   Commenti disabilitati su L’unica chiesa

Il cattivo tedesco e il bravo italiano

focardiok
Il cattivo tedesco e il bravo italiano
La rimozione delle colpe della seconda guerra mondiale
Seminario con l’autore: Filippo Focardi
Introduce: Federico Melotto

Sono sempre più numerose le pubblicazioni che metteno in risalto il ruolo del regime fascista come occupante in territori stranieri. Tuttavia persistono nel dibattito pubblico numerosi luoghi comuni. Il fascismo come fenomeno edulcolorato, mai vera dittatura; il bravo italiano come soldato che aiuta le popolazioni dei territori che occupa; al contrario il cattivo Tedesco come barbaro teutonico vero repressore e infimo alleato.

Se ormai le storiografia ha portato i suoi risultati, smentendo da diversi anni questi numerosi stereotipi, non erano fino ad oggi state ricostruite in modo organico le modalità che hanno portato in Italia alla fabbricazione di quest’ultimi. Ne parliamo con Filippo Focardi che analizzando fonti diverse, dalla memorialistica ai quotidiani alla cinematografia, ricostruisce pezzo per pezzo le ragioni e le caratteristiche di questa ‘narrazione egemonica’.

Siete tutte e tutti invitati:
Martedì 30 aprile, ore 16.30
Aula seminari, stanza 3.06, terzo piano del Polo Zanotto


Filippo Focardi è ricercatore di Storia contemporanea presso il DIpartimento di Scienze politiche, giuridiche e studi internazionali dell’Università di Padova. Tra le sue pubblicazioni ricordiamo: “La guerra della memoria. La Resistenza nel dibattito politico italiano dal 1945 a oggi”, Roma-Bari, Laterza, 2005.

Organizzano:
Dipartimento TeSIS
Studiare Con Lentezza
Parentesi Storiche

In collaborazione con:
Istituto veronese per la Storia della Resistenza
e dell’età contemporanea

Aprile 25, 2013   Commenti disabilitati su Il cattivo tedesco e il bravo italiano

Fuori dal controllo

spazio15

Dopo diversi tentativi, il direttore amministrativo Antonio Salvini, ignorando il giudizio positivo espresso dal Consiglio degli Studenti e le centinaia di firme raccolte a sostegno dell’esperienza di autogestione, ha imposto una vera e propria rappresaglia nei confronti di uno spazio a cui è attribuita la grave responsabilità di aver ospitato, tra gli altri, gli studenti e le studentesse che lo scorso 12 febbraio hanno organizzato una libera iniziativa di approfondimento storico, ritenuta non opportuna e scomoda dal potere politico filofascista locale. Iniziativa interrotta da un’incursione squadrista in merito alla quale né Salvini, né il Rettore Mazzucco hanno mai espresso una parola di condanna.

Completamente svuotata e chiusa, l’aula autogestita è tornata ad essere uno spazio anonimo, inutilizzato, privo di vita, privo di relazioni. Ecco come qualcuno ci vorrebbe. Grigi. Silenziosi. Spenti. A disposizione dell’autorità. In balia dei loro giochi di potere.

Ci avranno liberi e libere. Fuori dal controllo.

Non restare a guardare. Informati. Partecipa. Organizzati. Agisci. Lotta.
Studentesse e studenti per l’autogestione

Aprile 4, 2013   Commenti disabilitati su Fuori dal controllo